Jeet Kune Do

Il Jeet Kune Do è l’arte di Bruce Lee, poichè le sue origini sono da ricercarsi nell’evoluzione personale dell’approccio al combattimento a mani nude che ebbe lo stesso Lee. A partire dallo studio del Kung Fu (in dialetto cantonese Gung Fu) Wing Chun fatto a Honk Kong da giovane, i suoi viaggi negli Stati Uniti lo portarono nel tempo ad approfondire, e poi unire alla propria disciplina, altre arti da combattimento e filosofie di vita (Buddista, Taoista, Confucianesima, linee di pensiero occidentale), insieme a sport come la scherma e il pugilato occidentali.

Il risultato è stato un’arte marziale scientifica, basata più sui principi della fisica e della biomeccanica che sulla tradizione, adattabile a qualsiasi contesto e necessità: dal confronto sportivo all’autodifesa a lunga, media e corta distanza d’azione, fino alla lotta corpo a corpo.

Quando Lee comprese che l’evoluzione dell’arte l’aveva differenziata completamente dal Jun Fan Gung Fu, nel 1967, le diede il nuovo nome di Jeet Kune Do, il cui significato in dialetto cantonese della zona di Hong Kong è “la Via del colpo che intercetta”, l’Arte dell’intercettazione.

Il Jeet Kune Do è, ad oggi, un’arte marziale efficace per la difesa personale reale e un processo continuo di crescita personale e conoscenza di se stessi.

Nel Jeet Kune Do, l’individuo é più importante di qualsiasi stile o sistema. Uno dei suoi principali scopi è la vera e libera espressione del singolo individuo che usa le nozioni teorico-pratiche apprese senza seguire canoni meccanici, ma adattandosi di volta in volta alla situazione. I principi chiave su cui ruota la disciplina sono: economia di movimento e semplicità, per ottenere il massimo risultato con il minor dispendio energetico.